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Circo Massimo: la prima arena di Roma

Prima della Formula 1. Prima della NASCAR. Prima dei Monster Truck e di Fast & Furious 27, c'era Circo Massimo; il luogo per eccellenza dell’antica Roma per cavalli, isteria e drammi ad alta velocità. Situato nella valle tra i colli Palatino e Aventino, questo enorme stadio poteva ospitare quasi un quarto della popolazione della città. Non era solo grande, era Enorme, pieno di caos, e, francamente mitico.

Oggi sembra un parco insolitamente ben tenuto con curve sospettosamente perfette. Ma torna indietro di 2.000 anni e ti ritroveresti a schivare venditori, tifosi esultanti, giocatori d'azzardo e qualche biga fuori controllo.

Facciamo un giro su questo leggendario circuito.

Lo sport originale da guardare

Il Circo Massimo (Latino per “Cerchio più grande”, sottile, Roma) risale addirittura ai re di Roma nel VI secolo a.C. Iniziò come un modesto tracciato di terra per giochi, rituali e qualche sacrifizio umano occasionale (perché l'antica religione amava davvero lo spettacolo). Ma una volta che i Romani si sono appassionati al caos organizzato, il circo è diventato un'ossessione.

Nel corso dei secoli, imperatori da Giulio Cesare a Traiano continuarono ad espanderla finché poté contenere una stima di 250.000 persone. Sono circa tre stadi moderni combinato. Senza schermi giganti, senza Wi-Fi e senza fette di pizza, solo pura velocità, rischio e folle davvero rumorose.

Carri di fuoco (e letalità)

L'evento principale? Corsa delle bighe, tesoro.

Squadre di due o quattro cavalli, spesso codificate per colore in base alla fazione (Rossi, Bianchi, Blu e Verdi), sfrecciavano attorno a una barriera centrale chiamata spina a velocità folle. Gli autisti (chiamati aurigaerano di solito schiavi o liberti, e guidavano i loro carri con le redini avvolte intorno i loro busti, perché a quanto pare guidare non era pericoloso basta già.

Gli incidenti erano inevitabili. Spettacolosi. E spesso fatali. Quando le bighe si scontravano, i resti venivano chiamati naufragio, letteralmente un “naufragio”. E i Romani adoravano un bel naufragio. Più schegge, arti volanti e scommesse volanti c'erano, meglio era.

Vincere, però, poteva rendere un pilota una rockstar. Un pilota, Gaio Appuleio Diocle, è diventato così ricco che gli economisti moderni hanno stimato che i suoi guadagni complessivi ammontino oggi a oltre $15 miliardi. Chi ha bisogno di una carriera su TikTok quando hai i cavalli?

La Spina: più di un semplice divisorio

Il spina, quell'isola centrale lunga, non serviva solo a separare le corsie, era un cartellone dell'ego imperiale.

Era addobbato con statue, santuari, obelischi, e meta (pali girevoli), i punti caldi dove avvenne la maggior parte della carneficina. Uno dei monumenti più famosi della spina era il Obelisco di Augusto, originario dell'Egitto e poi trascinato qui per mostrare fin dove potevano arrivare le braccia (e le gru) romane.

Se la stai cercando oggi, è ancora a Roma, ora in piedi in Piazza del Popolo, che veglia su un tipo di traffico molto diverso.

Pane, giochi e distrazione politica

La frase “pane e divertimenti” non era metaforico, era politica.

Gli imperatori usavano il Circo Massimo come valvola di sfogo. Tieni il popolo nutrito e intrattenuto, e magari non si accorgeranno della tua amministrazione corrotta, delle tasse in aumento o del fatto che mezza Gallia si sta ribellando di nuovo.

Feste come il Giochi Romani (Giochi Romani) potrebbe durare settimane, con centinaia di corse, cacce a bestie feroci, battaglie simulate e parate. Era la strategia definitiva per controllare la folla: dagli spettacolo e si dimenticheranno che il Senato non ha approvato una legge significativa da mesi.

Il Grande Incendio e il Ritorno del Circo

Nel 64 d.C., il Circo Massimo ebbe un ruolo inaspettato in uno dei più grandi disastri di Roma: il Grande incendio di Roma. Le fiamme hanno devastato la città, ma si dice che siano partite vicino o dentro i negozi che costeggiavano il circo. Secondo qualche fonti (come lo storico Tacito), Imperatore Nero ha guardato la città bruciare dal suo palazzo, magari suonando la lira, o comunque, senza fare niente.

Comunque, il circo è stato ricostruito, perché quando sei Roma non lasci che un piccolo incendio rovini il tuo divertimento.

Oggi: Fantasmi sull'erba

Passando al presente. La pista è silenziosa. Le tribune non ci sono più. La spina è solo un accenno d'erba in mezzo. Ma la forma rimane. E il atmosferaAncora potente.

Oggi il Circo Massimo è un parco pubblico, una sede per concerti e ogni tanto il traguardo di gare podistiche (molto meno letali dei loro equivalenti con le bighe). La gente porta a spasso i cani dove una volta gli imperatori salutavano le folle. I turisti fanno picnic dove un tempo 250.000 romani urlavano per il sangue e per la gloria.

Ogni tanto, concerti echeggiano per la vallata, Springsteen, i Rolling Stones, le pop star italiane, a dimostrazione che, sebbene i carri siano spariti, l'energia non se n'è mai andata davvero.

Ultimo giro

Il Circo Massimo era più di una pista. Era un simbolo dell'identità romana, caotica, gloriosa, rumorosa e incredibile. Era lì che gli imperatori dimostravano la loro generosità, gli atleti il loro valore e i cittadini la loro lealtà, o almeno piazzavano scommesse rumorose.

La prossima volta che sei a Roma, non passare solo davanti al lungo ovale d'erba. Mettiti al centro, chiudi gli occhi e ascolta. Potresti sentire il rombo degli zoccoli, il boato della folla e una voce che urla “Spina! Spina! Spina!” come un carro che si schianta in una fiammata di gloria antica.

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Histoury Inc. Co-Fondatore
Kelly Hoerner è cofondatrice e COO di Histoury Inc.

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